Con l’Executive Order 14411 del 3 giugno 2026, l’amministrazione USA ha avviato una revisione complessiva della normativa doganale, con particolare attenzione ai soggetti statunitensi e non, che operano come Importer of Record (IOR) ovvero presentano dichiarazioni di importazione di merci in USA. L’obiettivo è rafforzare la sicurezza delle importazioni, prevenire l’ingresso di merci pericolose o illegali e garantire il corretto pagamento dei diritti doganali.
La riforma prevede una revisione dei requisiti in materia di identificazione dell’importatore, solidità finanziaria, tracciabilità della supply chain e conformità alle normative doganali e commerciali degli Stati Uniti, al fine di assicurare la compliance della normativa statunitense. Per gli IOR esteri, è prevista la possibile introduzione di misure maggiormente restrittive e verifiche più approfondite da parte dell’autorità doganale US, la Customs and Border Protection (CBP): si segnalano, tra l’altro, nuove limitazioni operative, maggiori obblighi informativi e il ricorso alla certificazione Customs Trade Partnership Against Terrorism (CTPAT) o, in alternativa, l’obbligo di fare riferimento a un customs broker certificato CTPAT.
L’E.O. del 3 giugno demanda alla CBP l’adozione di misure amministrative necessarie ad attuarne il contenuto entro la fine di novembre 2026. Al momento non sono ancora state pubblicate tutte le disposizioni attuative, che saranno probabilmente oggetto di diversi provvedimenti amministrativi. Vi è già, però, una prima importante scadenza operativa: a partire dal 18 settembre 2026, la CBP potrà annullare con effetto immediato un codice IOR qualora le informazioni indicate nel CBP Form 5106 risultino inesatte o incomplete. Un codice annullato non potrà essere utilizzato per effettuare operazioni di importazione negli Stati Uniti fino alla correzione delle informazioni e alla sua riattivazione da parte della CBP.
I soggetti che effettuano importazioni negli Stati Uniti sono pertanto invitati a verificare tempestivamente la correttezza delle informazioni inserite:
- denominazione legale completa dell’impresa;
- EIN, Tax ID o codice identificativo assegnato dalla CBP;
- indirizzo fisico effettivo dell’importatore;
- indirizzo postale;
- numero di telefono;
- indirizzo e-mail direttamente riconducibile all’Importer of Record;
- struttura societaria, titolarità effettiva e informazioni sugli amministratori;
- validità del Power of Attorney, il mandato di rappresentanza in dogana rilasciato direttamente al customs broker.
Particolare attenzione deve essere riservata all’indirizzo e-mail registrato presso la CBP: le comunicazioni relative alle richieste di verifica o all’eventuale annullamento del codice IOR vengono inviate al contatto presente nei sistemi doganali. L’indirizzo deve appartenere direttamente all’importatore, non è possibile indicare l’indirizzo mail o indirizzo fisico di un customs broker, di uno spedizioniere o altro soggetto terzo.
I soggetti IOR possono accedere al loro portale ACE e verificare se le informazioni inserite nella sezione importer sub-account sono corrette e aggiornate, in particolar modo al punto “contacts and addresses”.
L’aggiornamento del CBP Form 5106 rappresenta soltanto il primo step di attuazione dell’EO del 3 giugno. Il rafforzamento dei controlli comporterà una più ampia valutazione dell’identità, della struttura proprietaria, delle relazioni commerciali, della capacità di sostenere dazi e altri oneri, nonché della conformità doganale e della sicurezza della supply chain degli IOR nazionali ed esteri. Questi ultimi, poi, potrebbero essere successivamente colpiti da misure più restrittive:
– divieto di ricorrere alle ‘informal entries’, le procedure di sdoganamento all’importazione semplificate per merci di valore ridotto;
– ricorso alle sole ‘formal entries’ e divieto di utilizzare il ‘continuous bond’, la cauzione di durata annuale pensata per agevolare gli importatori abituali, a copertura di tali operazioni, se non con specifica autorizzazione della CBP;
– obbligo di certificarsi CTPAT o di servirsi di un broker doganale CTPAT per effettuare operazioni di importazione;
In questa prima fase, gli operatori che hanno una posizione di foreign IOR negli US devono prepararsi innanzitutto a verificare tempestivamente e aggiornare i dati IOR, assicurandone la correttezza e la coerenza con i registri societari e fiscali, entro il 18 settembre.
In vista delle possibili variazioni dei requisiti necessari per operare negli Stati Uniti gli Importer of Record dovranno attivarsi per raccogliere la documentazione di supporto relativa a proprietà, affiliazioni commerciali, attività di importazione e supply chain e valutare il proprio status CTPAT o verificare che il broker utilizzato disponga della relativa certificazione CTPAT.

